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Teflon: quello che devi sapere

Nonostante per alcuni il termine non evochi alcun collegamento, in realtà il teflon è un materiale fortemente presente all’interno della nostra vita quotidiana, soprattutto in cucina.
Questo, infatti, tende a rivestire tutte le padelle antiaderenti che probabilmente utilizziamo, oltre che una serie di utensili di largo consumo.
Si tratta di una composizione che nel tempo è stata fortemente osteggiata, attribuendogli un potenziale cancerogeno che dopo anni è stato smentito da buona parte della comunità scientifica.
Per questo la sua applicazione è ampia in numerosi settori, data la versatilità dell’elemento e le sue innovative proprietà che lo differenziano da altri materiali meno versatili. –
Le principali industrie europee si servono pertanto del suo impiego, ritenendolo indispensabile nella realizzazione di tubature resistenti a tutti i liquami corrosivi, capaci di mantenere la loro forma e rimanere inalterate nonostante la continua sollecitazione alla quale sono soggette.
In questo articolo analizzeremo nel dettaglio in cosa consiste esattamente il teflon, quali sono le perplessità che ancora suscita ma soprattutto dove e come viene usato per migliorare la qualità del lavoro di numerose aziende.

Cos’è esattamente il teflon ?

Per teflon si intende un prodotto chimico scientificamente chiamato politetrafluoroetilene, un polimetro sintetico formato essenzialmente da fluoro e carbonio.
La sua principale caratteristica fisica è l’alto peso molecolare, che gli conferisce una consistenza totalmente solida che prevede vari processi di elaborazione per raggiungere le forme che attualmente gli riconosciamo.
Il materiale è stato brevettato per la prima volta dalla ditta “Dupont Co”, che subito ha intuito il potenziale elevato di quanto aveva tra le mani e ha pensato di trasformarlo in un business di enorme successo.
Infatti, le sue notevoli capacità idrofobiche, dovute all’elettronegatività del fluoro, lo rendono perfettamente adatto al passaggio di qualsiasi tipo di liquido, che non penetra affatto all’interno impregnando il contenuto.
Proprio per questo motivo si è pensato che il suo impiego fosse quello più indicato per la creazione di pentole e padelle a livello di vita quotidiana, ma anche di parti di impianti e tubature nel settore industriale specializzato.
Inoltre, essendo poco reattivo per il forte legame che lega i due atomi principali che lo compongono, è in grado di sopportare il passaggio di sostanza fortemente reagenti, senza subire alcun tipo di danno o alterazione di sorta.
Se usato insieme a un lubrificante, riduce notevolmente gli attriti e permette alle imprese un notevole risparmio di denaro per il minore consumo di energia elettrica che rende possibile.
La sua resistenza alle alte temperature gli consente di balzare sulla vetta della classifica delle materie più durature e resistenti, ampliando ancora di più la sua estrema utilità su numerosi versanti.
Per questo quando si è sollevato forte il dibattito sulla sua possibilità di nuocere all’uomo, molti sono stati gli studi che hanno cercato di smontare l’ipotesi, in quanto perdere un composto di questo genere sarebbe stato un vero danno per numerosi comparti attivi nei più svariati settori.

Le caratteristiche del teflon

Quando 25 anni fa venne scoperta la possibilità di utilizzare un materiale così versatile nei vari campi di applicazione sperimentati, si parlò di una vera e propria rivoluzione.
Prima di essere adeguatamente lavorato, il teflon è una polvere bianca in grado di galleggiare in acqua e incapace di sciogliersi all’interno di qualsiasi solvente.
Non presenta un odore caratteristico mentre il suo aspetto è facilmente riconoscibile agli occhi degli esperti.
Non è un conduttore di elettricità, quindi può essere usato in tutta sicurezza anche all’interno degli impianti che lo utilizzano, fungendo da ottimo canale di passaggio senza arrecare alcun pericolo all’uomo.
Come dimostrato semplicemente dalle padelle poste sul fuoco, la sua resistenza alle alte temperature gli consente di sopportare fino a 260 gradi centigradi senza risentirne o deformare la sua forma iniziale.
Per questo motivo si presta perfettamente alla realizzazione di diffusi utensili da cucina, valvole, guarnizioni, protezioni contro le sostanze corrosive o altamente infiammabili, essendo un ottimo isolante del calore.
Il legame tra il carbonio e il fluoro lo rendono infatti del tutto inattaccabile e inerte e per questo estremamente utile a numerose attività dell’uomo.
Più sono gli strati di teflon che vanno a ricoprire la superficie, più la sua efficacia è maggiore, per questo quando ad esempio una padella si riga, è opportuno provvedere a sostituirla velocemente poiché perde buona parte delle sue importanti proprietà.
Una di queste è proprio l’antiaderenza, che consente a ogni altra sostanza posta su di esso di scivolare senza lasciare traccia o attaccarsi.
I campi di applicazione di tale materiale sono pertanto svariati e coinvolgono anche le attrezzature mediche, le strumentazioni industriali e, di recente, i tessuti per l’abbigliamento tecnico, le tende da campeggio e alcuni complementi di arredo rendendoli più funzionali.
Questo perché una poltrona rivestita con questo polimero sarà totalmente idrorepellente e non consentirà allo sporco di penetrare all’interno delle fibre macchiando il prodotto.
Per tale motivo può rivelarsi molto utile nella creazione delle poltrone per anziani, dove spesso viene servito il cibo, o dei dispositivi che devono essere esposti all’esterno e sono costantemente soggetti all’usura del tempo e delle intemperie.
Possiamo pertanto concludere che una delle caratteristiche più importanti possedute dal teflon è proprio la sua estrema resistenza, riscontrabile ogni giorno in diversi usi.
Numerose aziende si sono quindi convertite nel corso del tempo alla sola produzione di questa risorsa, come ad esempio la Stt Italia, che si dedica al processo di teflonatura con cura e attenzione, mettendolo al servizio dei propri clienti.
Si tratta di un marchio leader nel settore ormai da diversi anni, che si serve di personale altamente qualificato in grado di portare a termine il risultato nel migliore dei modi.
La loro filosofia si basa sull’estrema attenzione verso il dettaglio e sul rispetto di tutti i passaggi di produzione, eseguiti a regola d’arte senza alcun margine di errore.
Può bastare infatti una sola impurità a compromettere definitivamente il risultato finale, sia a livello estetico che meccanico.

I rischi del teflon

Essendo largamente impiegato a contatto con i cibi, quando si è parlato del potenziale cancerogeno del teflon la maggior parte delle persone ha iniziato a storcere il naso e tornare alle vecchie padelle, decisamente meno efficienti della loro versione più moderna.
Si era infatti ritenuto che ad alte temperature fluoro e carbonio potessero sublimare e rilasciare delle sostanze nocive per l’uomo.
In realtà acclarati studi hanno dimostrato che ciò praticamente non avviene, testando il procedimento sugli animali che non hanno riportato alcun danno significativo.
Tuttavia, pur non risultando tossico, il polimero ha mostrato gli inizi di un certo deterioramento una volta raggiunti stabilmente i 260 gradi, decomponendosi definitivamente a 360.
Per tale motivo, soprattutto a livello industriale, è bene tenere presente questa soglia massima di sopportazione, per evitare di compromettere la strumentazione e gli impianti che lavorano a temperature decisamente più elevate.
La cottura degli alimenti generalmente non avviene sopra i 230 gradi, quindi si tratta di un impiego del tutto sicuro e tollerabile per ogni individuo.
Date le grandi capacità antiaderenti, è realmente improbabile che il teflon possa insinuarsi all’interno dei cibi risultando tossico al palato.
Ciò avviene esclusivamente per un uso errato della padella, che magari è stata graffiata dalle posate alterando le sue caratteristiche positive.
Per questo motivo è sempre opportuno trattare il materiale con estrema delicatezza, accarezzandone la superficie con utensili morbidi poco affilati o appuntiti.
Anche se ingerito, tuttavia, il composto raramente provoca significative reazioni e viene espulso normalmente attraverso le feci senza arrecare danni all’organismo.
Una certa attenzione è però d’obbligo, soprattutto in presenza di soggetti maggiormente sensibili o allergici.
Caso a parte è quello dell’acido perfluoroottanoico, un elemento soprattutto impiegato in passato per creare alcune varianti di teflon.
Questo è stato bandito da numerose industrie, in quanto tende a persistere in modo eccessivo nell’ambiente ed è risultato dannoso e mortale per alcuni animali utilizzati come cavie.
Tuttavia, visto il largo utilizzo negli anni precedenti, la sua presenza è stata rilevata nel 98% della popolazione statunitense, soggetta quotidianamente a scarichi contenenti il composto.
Alcuni studi hanno collegato la sua incidenza nel sangue alla comparsa di alcune tipologie di cancro, come quello al rene e ai testicoli, oltre che di altre gravi patologie come la colite ulcerosa e l’ipertensione gravidica.
Con il ritiro della sostanza dal mercato, ad oggi è possibile essere abbastanza sicuri nell’utilizzo del teflon, che è soggetto a periodici controlli da parte degli organi competenti, misurando il suo grado di salubrità in rapporto alla vita umana.
Il suo utilizzo è pertanto innocuo in tutti i casi testati e consigliato nei numerosi campi di applicazione che è riuscito a conquistare nel corso del tempo grazie all’estrema duttilità.

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