//Packaging: le normative cambiano e anche i modelli di consumo

Packaging: le normative cambiano e anche i modelli di consumo

In Italia, il settore del packaging va proprio a gonfie vele e gode di un’ottima salute anche grazie all’innovazione e alle nuove normative. Attualmente, la produzione in tonnellata è in costante crescita, toccando un aumento del 3,1% e un incremento del fatturato pari all’1,9%. Gli imballaggi in plastica sono decisamente i più richiesti e questo è dovuto alle nuove caratteristiche chimico-fisiche che questo materiale ha adottato negli ultimi anni, arrivando così a rivelarsi l’ideale in più campi d’applicazione.

Per quanto riguarda l’industria alimentare, il polipropilene e il polietilene vanno per la maggiore in quanto, secondo le attuali normative, sono materiali idonei per entrare in contatto con gli alimenti, proprio perché non sono rischiosi per la salute dei consumatori, e non alterano la composizione dei cibi e neanche le loro proprietà organolettiche.

Ad ogni modo, ci sono tanti altri nuovi modelli e trend di consumo che spingono la crescita del settore del packaging. Ad esempio, considerando l’aumento della richiesta della consegna dei pasti a domicilio, anche grazie a specifiche applicazioni mobile e siti internet, l’Istituto Smithers Pira stima che la produzione e la richiesta del “packaging out of home” raggiungerà una crescita del 6% e un valore di circa 6 miliardi di euro entro l’anno 2020. Anche l’alimentazione vegana e vegetariana, nonché l’aumento sul mercato dei prodotti senza glutine, stanno creando numerose opportunità per le aziende che si occupano della produzione di imballaggi per alimenti.

Da un punto di vista delle normative, bisogna dire che queste ultime sembrano spesso mettere a dura prova le industrie di packaging, soprattutto per la loro continua evoluzione. Tuttavia, l’obiettivo è sempre quello di ridurre al minimo l’impatto ambientale da parte degli imballaggi, aumentandone inoltre i livelli di sicurezza. Pertanto, le norme non vanno assolutamente contro le aziende, ma le spingono ad offrire il meglio e, considerando la crescita della domanda, possiamo confermare che la legislazione non sta avendo affatto un impatto negativo sulla produzione del packaging.

Nei prossimi mesi, la plastica in particolare, ma anche altri materiali, verranno messi sotto la lente d’ingrandimento, al fine di elevarne ancor più i livelli di sicurezza e di promuoverne il riciclo. Sarà inoltre attivata una sorta di roadmap, utile per revisionare le nuove legislazioni relative ai Food Contact Materials (FCM), grazie a consultazioni da parte di numerosi professionisti ed esponenti dei vari settori, che saranno chiamati per dare il loro personale parere sui principali criteri di valutazione.

Infine, dobbiamo ricordare che, secondo il nuovo piano dell’EU, tutti gli imballaggi e le confezioni di plastica “saranno riciclabili entro il 2030”, proprio come spiega la Commissione che si occuperà di sviluppare nuovi marchi per la produzione di plastiche biodegradabili e compostabili, e “il consumo di plastica monouso verrà ridotto e l’uso intenzionale delle microplastiche verrà limitato”. Da parte dei produttori di packaging c’è già un’ottima propensione verso ulteriori miglioramenti, che garantiranno una maggiore protezione per i prodotti contenuti negli imballaggi proposti e mireranno verso una maggiore sostenibilità, ricorrendo alla ricerca e all’utilizzo di materiali innovativi e più leggeri rispetto a quelli tradizionali.