//Tutto quello che c’è da sapere sull’amianto

Tutto quello che c’è da sapere sull’amianto

L’amianto è stato utilizzato moltissimo nelle costruzioni degli anni 60-70-80 e solo dopo si è scoperto quanto fosse pericoloso per questo è importante conoscerlo, capire come rimuoverlo e occuparsi del suo smaltimento

Che cos’è l’amianto?

Amianto deriva dal latino amiantus e significa “incorruttibie”.  Suo sinonimo è asbesto, temine che deiva dal latino asbestus e significa “inestinguibile”. Con il nome amianto si indicano sei diversi minerali appartenenti alla classe dei silicati: actinolite, antofillite, amosite, crisotilo, crocidolite e tremolite.

In base alla composizione chimica, questi silicati sono suddivisi in due gruppi: i silicati contenenti calcio e magnesio sono detti anfiboli e comprendono actinolite, amosite (“amianto bruno”), antofillite, crocidolite (“amianto blu”) e tremolite; poi abbiamo il crisotilo (“amianto bianco”) che contiene solo magnesio e che appartiene al gruppo del serpentino.

Spesso al posto dei termini amianto o asbesto si sente usare la parola eternit, tuttavia questo è solamente il nome commerciale di prodotti dell’azienda belga Etex, che venivano utilizzati in edilizia come materiali da copertura, nella forma di lastra piana o ondulata o come coibentazione di tubature.

Nel 1928 incomincia la produzione di tubi in fibrocemento, che fino agli anni settanta rappresenteranno lo standard nella costruzione di acquedotti. Nel 1933 fanno la loro comparsa le lastre ondulate, usate spesso per tetti e capannoni.

 

Diffusione

Il basso costo ed il fatto che l’amianto sia molto resistente alla degradazione ed al calore hanno determinato una diffusine ed un successo del materiale enorme. Nel nostro Paese il settore nel quale c’è stato il maggior impiego di amianto è stato quello dell’edilizia, che nel periodo compreso tra il 1965 e il 1983 ha fatto largo uso del cemento-amianto (proprio l’eternit di cui abbiamo parlato).

Fra i più comuni utilizzi dell’amianto nell’edilizia vanno ricordate le coperture in cemento-amianto; i controsoffitti e le coibentazioni dei sottotetti; cassoni, serbatoi e tubazioni per l’acqua; camini, canne fumarie, tubazioni di scarico di fumi di combustione; pannelli divisori; pavimentazioni in vinil-amianto (meglio conosciuto come linoleum); caldaie, stufe, forni e coibentazione di tubi per il riscaldamento.

Nell’industria, invece, l’amianto è stato ampiamente utilizzato nella costruzione di pannelli e di coperture in eternit; nella fabbricazione di tubi coibentati, serbatoi, reattori e refrigeratori; negli impianti elettrici e in quelli termici; nella costruzione di alcune componenti di macchine e di macchinari e nelle guarnizioni.

 

Pericolosità

La pericolosità dell’amianto è legata alla liberazione di fibre nell’aria. Un manufatto contenente amianto è tanto più pericoloso quanto più è friabile: il rivestimento di alcune tubazioni, per esempio, può essere ridotto in polvere dalla semplice pressione delle dita; meno pericoloso è l’amianto in “matrice compatta” (per esempio il cemento-amianto o il vinil-amianto, usato per le pavimentazioni). La pericolosità aumenta se il manufatto non è in buono stato o è danneggiato. Per questo non è fortemente sconsigliato ed è illegale improvvisare opere di bonifica fai-da-te in presenza di manufatti contenenti amianto, come tettoie o pavimentazioni. Non è sufficiente indossare una mascherina di carta per proteggersi e si rischia si trasportare in giro fibre di amianto rimaste tra i capelli o sui vestiti ed esporre al pericolo i familiari e altre persone. Per legge, bisogna rivolgersi a ditte specializzate e autorizzate.

Le fibre di amianto possono causare tumori del polmone e mesoteliomi. Quando vengono inalate, le fibre entrano in profondità nei polmoni ed essendo resistenti alla degradazione non vengono eliminate. La presenza delle fibre crea uno stato di infiammazione persistente in cui vengono prodotte molecole che danneggiano il DNA delle cellule, favorendo la trasformazione tumorale. Se vengono danneggiate le cellule del polmone, si sviluppa un tumore del polmone; se vengono danneggiate le cellule della pleura (la membrana che avvolge il polmone) si sviluppa un mesotelioma pleurico. Il processo di sviluppo della malattia è estremamente lungo: passano in genere oltre 25, e spesso 40-50, anni dall’inizio dell’esposizione all’amianto prima che compaia il cancro, in particolare il mesotelioma.

 

Rimozione

Perché l’amianto fosse messo al bando si dovette attendere la legge n. 257 del 1992, che vietò l’estrazione, la produzione, l’importazione e la commercializzazione di amianto e di prodotti contenenti amianto. La stessa legge regolamentò anche le procedure da mettere in atto per le attività di bonifica da amianto.